Conca d’ Oro: una risorsa da rigenerare!!!

Di Giovanni Castellana

Berlino 9-11 febbraio 2011, nella Kermesse dell’ ortofrutta (Fruit Logistica), vanno in scena alcuni agrumi della terra siciliana, uno tra i quali ribadito da me stesso più volte, unico per il suo genere: il Mandarino Tardivo di Ciaculli (Marchio Slow Food). Coltivato nell’ omonima borgata di Palermo all’ ombra del Monte Grifone, l’agrume è prodotto in una fascia (ciò che rimane della Conca d’ Oro), pedemontana, al ridosso con i confini comunali tra Belmonte Mezzagno, Misilmeri ed il capoluogo. Minacciato sempre più dall’ avanzare selvaggio, e rapido del cemento e dell’ abbusivismo, indisturbato e  poco controllato. Tra  le tante varietà di prodotti locali esposti a Berlino il Tardivo di Ciaculli, è quello che più ci riguarda da vicino, quello che più rappresenta Palermo alla fiera-esposizione. Molti prodotti agrumicoli, e non, come,  pesche, uva, pomodoro, e legumi, di Trinacria, hanno trovato in passato, in eventi come quello di Berlino, il volo verso il successo “a 360°”. Infatti come accadde per esempio con il “Ciliegino di Pachino”, con la nomina di prodotto a marchio IGP (Indicazione geografica protetta), a essere rivalutate non furono soltanto le tecniche di coltivazione, di irrigazione, ecc… Ma il territorio in provincia di Ragusa trovò un largo incremento nel turismo, si favorì specie quello delle vie agro-turistiche. Stessa cosa accade per l’ “Arancia Rossa di Sicilia”, marchio IGP, grazie ai finanziamenti da parte delle politiche agroforestali dell’ Unione Europea, si puntò sulla modernizazzione della coltivazione in tutta la Piana di Catania, senza contare il beneficio per l’ area urbana  di Catania. Messina si fece avanti già negli anni novanta con il presentare il “Limone Interdonato”, coltivato nelle campagne circostanti la città, detto fatto, il marchio IGP arrivò anche per questo agrume. Da notare, è però, che spesso vengono favorite le varietà produttive della Sicilia Orientale, producendo una rinascita per le tradizioni delle aree, in cui i prodotti si vanno a tutelare. Già nel 1996 Palermo vinse una riconoscenza per miglior “città eco-sostenibile”, riconoscenza attribuita alla città grazie alle aree coltivate al di là della valle del Fiume Oreto. Da allora molte parole e pochi impegni, si accennò più volte che non si puntava solo su un possibile riconoscimento con marchi per il Manderino di Ciaculli, e altri agrumi coltivati, ma una rivalorizzazione delle storiche “borgate contadine”: Ciaculli, Croceverde-Giardina, Santa Maria di Gesù, e Belmonte Chiavelli. Queste le ultime rimaste dedite alla coltivazione del manderino.  Altre non più contrade contadine, profumate da Zagara e Gelsomino, e trasformate in circa 20 anni, in quartieri residenziali colmi di condomini e capannoni industriali. Ma quali vantaggi si possono davvero trarre dal Tardivo?! Quello che è stato già fatto in piccolo, l’ istituzione del “Consorzio il Tardivo di Ciaculli”, ha portato ad una stretta collaborazione tra i soci ed ha visto il successo del consorzio nella creazione di un marchio sui principali mercati nazionali per qualità, e costanza nel servizio. I piccoli produttori che negli ultimi anni avevano lentamente abbandonato le campagne in quasi tutta la borgata agricola di Ciaculli, si sono ritrovati nella struttura del Consorzio parte attiva e determinante ed i buoni raccolti nelle diverse campagne, di ogni singolo privato, sono stati un incentivo per il ritorno a un’agricoltura di qualità.  Il Consorzio (per meritocrazia va detto) quindi non ha solo risollevato i profitti delle piccole aziende, ma ha ricreato il fortissimo legame tra contadini e territorio che con gli anni e la cattiva organizzazione si era via via offuscato. Legame contadini-territorio, ciò sulla quale, comune, provincia, o la regione Siciliana, non hanno mai investito ne tematizzato. Una perdita enorme, perchè e qui nell’ ultimo polmone verde della città che (è poco o quasi per nulla noto) si usa un sistema di irrigazione unico al mondo mediante dei (in siculo) Catusi, dall’ arabo Kanat, canali in cui il flusso delle acque per l’ irrigazione degli agrumeti sfruttano leggere pendenze, e sono manovrabili da chiuse a mano. Conca d’ oro signfica infatti anche andare a percorrere un itinerario nella storia dell’ irrigazione che sbarca con Arabi, e popoli mediterranei, che scelsero questa pianura per la sperimentazione delle loro conoscenze idrauliche, considerando queste aree, oasi rare. Un territorio che non sta solo URLANDO un aiuto per non soffocare nel cemento della metropoli, ma chiede una salvaguardia più attenta. Che le istituzioni sfruttino al meglio queste opportunità, perchè non sarò solo una frase che dice :- Ciaculli è area verde agricolo e non edificabile -: a fermare il cemento, si pensi piuttosto a proteggere seriamente, un residuo agrumicolo, che, Dio, sta forse facendo perdurare nel tempo per avvertirci. Avere più contatto con la natura a pochi KM dalla città riscoprendo un sistema (quello delle borgate palermitane) da salvaguardare per tipicità culturale, e quant’altro…

Va inoltre ricordato che all’ area di Ciaculli andrebbe associato un itinerario tattico, con il vicinissimo “Parco della Favara” dove è sito il “Castello di Maredolce”, in ristrutturazione ,noto da qualche tempo per essere stato uno dei più belli sollazzi arabi del Mediterraneo. Perchè non Puntare su queste risorse?!

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